Come sconfiggere la cellulite fibrosa

Nella cellulite fibrosa, o seconda fase, le cellule che non vengono smaltite si ingrossano e provocano la formazione di piccoli noduli spesso accompagnati da capillari dilatati. Si capisce come sia fondamentale agire in prevenzione, evitando la degenerazione dell’inestetismo. L’inestetismo della cellulite fibrosa va affrontato nella sua complessità: è proprio sulla combinazione delle alterazioni fisiologiche e delle loro interrelazioni che dobbiamo agire per poter avere dei risultati forti e duraturi nel tempo.

La cellulite fibrosa III° e IV° stadio, pannicolopatia fibrosclerotica, è un’alterazione degenerativa del tessuto dermico e ipodermico con prevalenza di fibrosi tissutale interstiziale e scompaginamento della struttura del tessuto stesso con possibile formazione di macronoduli degenerativi e retraenti. È localizzata principalmente a livello di: glutei, porzione latero-posteriore della coscia, porzione mediale del ginocchio, porzione laterale della gamba. I principali fattori scatenanti sono: ormonali, stasi venosa e/o linfatica a carico degli arti inferiori, alterazione del microcircolo, sofferenza tissutale cronica. Fattori predisponenti e scatenanti sono gli stessi della cellulite edematosa I° e II° stadio, infatti, spesso le due sintomatologie possono sovrapporsi o addirittura essere due stadi diversi dello stesso fenomeno.

sconfiggere cellulite fibrosa

La cute al tatto si presenta quasi sempre fredda, irregolare con aree di retrazione cicatriziale; la manovra di compressione non provoca quasi mai dolore. Alla palpazione superficiale il tessuto è uniformemente pastoso mentre a profondità variabile sono apprezzabili noduli e aree infiltrate. I pannicoli sono quasi sempre fluttuanti e, a seconda della posizione, possono modificarsi per sede e forma. L’epidermide può apparire tesa (in relazione alla concomitante presenza di ulteriore stasi di liquidi). Allo scompaginamento tissutale creato dalla cellulite fibrosa spesso si associano problemi venosi con la presenza di microvaricosità superficiali.

Se si riscontra un caso di cellulite fibrosa, II°-V° stadio, è ausicabile agire tempestivamente per avere un risultato ottimale e duraturo nel tempo, dato che purtroppo il processo della cellulite è degenerativo bisogna impedire che evolva in fibrosi, uno stato irreversibile di sclerosi in cui le fibrille di collagene formano una trama fitta e disorganizzata, ove si assiste ad un deficit fisiologico a carico delle nostre cellule.

È quindi necessario, per evitare l’evoluzione in tale situazione, elasticizzare il tessuto cutaneo per permettere una perfetta rimozione delle tossine “imprigionate”, rinforzare i capillari e stimolare la circolazione sanguigna per ristabilire gli equilibri fisiologici e accelerare gli scambi metabolici. Infine è indispensabile agire sull’adipocita attraverso principi attivi specifici che stimolano il metabolismo dei grassi. Resta indiscusso che per il rapido conseguimento dei risultati e successivamente per il loro mantenimento, è fondamentale la sinergia tra trattamenti professionali e i prodotti di autocura specifici per questo inestetismo.


Testo a cura della Dott.ssa Chiara Gargantini

Questo sito fa uso di cookie. Utilizziamo sia cookies tecnici sia cookies di parti terze. Può conoscere i dettagli consultando la nostra informativa della privacy policy.
Premendo OK prosegui nella navigazione accettando l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.