Lastre termografiche per la cellulite

L’inestetismo che colpisce il 95% delle donne è la cellulite, grazie alle lastre termografiche, è possibile identificare gli stadi della cellulite e intervenire con trattamenti personalizzati per un risultato duraturo nel tempo. Le prime applicazioni della termografia a contatto risalgono agli anni 70 in campo medico (screening di massa delle patologie del seno, altre azioni investigative in settori quali reumatologia, angiologia, medicina sportiva e moltissimi altri). Più recentemente questa metodica è stata adottata in campo estetico per la rilevazione precoce e classificazione degli aspetti termici della cellulite.

lastra termografica cellulite
La termografica a contatto è un sistema di analisi permette di identificare anche stadi di cellulite molto prematuri, classificandola in tre livelli: edematosa, fibrosa, sclerotica. La termografia a contatto si basa sull'impiego di lastre a cristalli liquidi microincapsulati, che hanno la proprietà di cambiare colore al variare della temperatura. Appoggiando queste lastre sul corpo è possibile rilavare la temperatura cutanea (che riflette ciò che accade nei tessuti sottostanti) e pertanto evidenziare, tramite immagini a colori, la presenza o meno dei tipici segni della cellulite. 

La termografia a contatto è fondamentale per fare una corretta e approfondita analisi per individuare situazioni che a livello della palpazione cutanea non è possibile rilevare andando a conoscere le aree da trattare con maggiore insistenza e maggiore intensità, creando dei veri e propri trattamenti personalizzati.

Le lastre termografiche sono uno strumento molto valido per la valutazione dell’inestetismo della cellulite in quantovalutano la temperatura superficiale della pelle, forniscono delle immagini di diverso colore in base al livello di calore cutaneo e ci permettono di comprendere l'esatta compromissione della microcircolazione del tessuto cutaneo. La temperatura della pelle, è direttamente collegata alla funzione del microcircolo, è proprio il microcircolo che risulta essere compromesso nell’inestetismo della cellulite, ove si assiste ad una diminuzione del flusso circolatorio dell’apporto di nutrienti, una stasi a livello venoso-linfatico e ad un accumulo di scorie e tossine. In seguito a tale condizione la superficie cutanea risulta più fredda al tatto e si traduce in una colorazione peculiare della lastra termografica. 

La lastra termografica va ad evidenziare quattro diverse tipologie di immagini, corrispondono agli altrettanti stadi in cui è classificata la cellulite, e si differenziano per la presenza o meno di immagini a macchie che sono espressione della modificazione della temperatura. L’assenza di macchie (immagine uniforme) identifica l’assenza di cellulite; la presenza di macchie sfumate denota una cellulite ai primi due stadi di evoluzione (edema); la presenza di macchie ancora più evidenti, a macchia di leopardo (micronoduli) oppure di buchi neri (macronoduli), corrisponde agli stadi più avanzati.


Testo a cura della Dott.ssa Chiara Gargantini

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